"Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee,o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui" (Ezra Pound) www.marcotatti.it contatto:marcotatti@tiscali.it
martedì 5 luglio 2011
Verso il Partito Democratico Sardo
Dopo aver lavorato ,qualche anno fa, con estrema convinzione,determinazione e molto entusiasmo per contribuire a far nascere anche nel mio territorio il Partito Democratico,inteso come nuovo,unico e fondamentale soggetto politico del riformismo italiano,ho recentemente attraversato un periodo molto delicato rispetto a quelle originarie convinzioni, per via delle continue,estenuanti e sterili lotte intestine nazionali e regionali.
La primavera del 2004,con la fantastica discesa in campo di Renato Soru e quella straordinaria campagna elettorale che ho vissuto molto intensamente mentre ricoprivo anche l'incarico di Presidente di una Comunità Montana, rappresentò per me e per molti amici dell'allora Margherita, dei Democratici di Sinistra e di Progetto Sardegna l'apice di quell'impegno e soprattutto la persuasione che quell'esperienza andava certamente ad anticipare il progetto nobile,con riferimento allo spirito che avrebbe portato al Partito Democratico,che di li a poco avrebbe visto la luce.
Quella legislatura regionale,dal punto di vista dei risultati conseguiti e nonostante le note fibrillazioni nel nostro partito e la prematura conclusione della stessa,rimane,a mio dire, una delle più qualificanti nella storia dell'Autonomia.
Ecco dunque, il mio tristissimo disincanto per quello che era un sogno che si era appena realizzato iniziò proprio allora,quando Tramatza per il PD sardo era diventato non un luogo di confronto leale teso a dare anima,cuore e gambe al partito attraverso un dibattito franco e costruttivo, ma un'arena dove ci si sfidava apertamente anche attraverso le imboscate tipiche dei muretti a secco per chissà quale recondito motivo.
Si diceva che quella tristissima pagina cominciava in consiglio regionale e da li trovava poi a Tramatza il luogo fisico "ideale" per un regolamento di conti che coinvolgeva l'allora governatore Soru,la giunta regionale,il gruppo consiliare e magari la stessa dirigenza nazionale.
Non ho mai capito,mi sia consentito sottolinearlo,quel periodo,non ho mai capito,al di la di quello che si leggeva sulla stampa o di quelle motivazioni addotte da questo o quell'altro amico leader regionale o amico parlamentare,certamente non obiettive posto che ognuno aveva la propria componente da difendere e a cui far riferimento anche in vista di un possibile e poi reale naufragio del governo regionale e delle succesive elezioni.Non ho capito soprattutto come sia stato possibile dilapidare un così importante patrimonio politico-programmatico quale era quello proposto da Renato Soru e sposato con percentuali bulgare dai sardi.
Ancora non lo ho capito!
Tuttavia,questo rappresenta il recente passato.
Passato perchè in questi ultimi tre anni ci siamo ritrovati,a prescindere da quello che è il nostro giudizio di democratici su quell'esperienza, con una Regione totalmente allo sbando che imposta la sua programmazione esclusivamente su spot gratuiti(in termini di risultati concreti per i sardi evidentemente,non certo per quanto realmente vengono a costare!)di cosiddette flotte sarde composte da due traghetti presi a nolo per il periodo giugno-settembre che viaggiano vuoti,mentre le nostre scuole continuano a chiudere,la nostra cultura non viene finanziata,la nostra sanità versa in uno stato comatoso,i nostri enti locali non solo non ricevono nuove e aggiuntive risorse ma vengono ogni giorno di più vessati come se garantire servizi fondamentali ai propri amministrati rappresentasse qualcosa da osteggiare!
Questo è lo stato dell'arte nella nostra carissima e bellissima isola.
In questo contesto si inserisce,deve essere contestualizzato,il percorso del partito democratico della Sardegna verso quell'approdo sancito da una votazione dell'assemblea regionale di marzo che prevede la nascita del PD sardo con il congresso straordinario di gennaio,attraverso la tappa,io dico molto importante,dell'assemblea programmatica.
Tornando a me,nel corso di questi ultimi mesi ho recuperato,con riferimento al mio sentirmi democratico dalla testa ai piedi,lo smalto,le convinzioni e le motivazioni dei giorni migliori,mi sento completamente impegnato come dirigente del partito a dare il mio piccolissimo contributo alla causa comune,sono anche orgoglioso di far parte nuovamente dell'amministrazione comunale del mio Comune(Nureci)come democratico,e di poter eventualmente essere utile alla crescita della mia comunità a cui mi sento molto legato.
Tempo fa,tanto tempo fa,ai tempi della mia militanza nel Partito Popolare,nel corso di una ristretta riunione a Cagliari alla presenza di un esponente di primissimo piano di quel partito,dopo un mio intervento,quest'ultimo,non conoscendomi, chiese al suo portaborse a quale componente facevo riferimento,sentendolo precedetti il tizio nella risposta sottolineando che pensavo di essere li per motivazioni molto più gratificanti rispetto ad una millantata rivendicazione di corrente.
Oggi,alla vigilia dell'avvio della nostra assemblea programmatica,voglio rivendicare l'orgoglio di essere Democratico cui sta infinitamente a cuore che il mio partito riesca,a cominciare dall'ambito regionale,ad assurgere definitivamente al ruolo per il quale è stato pensato,il punto di riferimento indiscusso per tutti i riformisti,per una Sardegna e per un'Italia migliori.
Se ne sente la necessità!
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