"Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee,o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui" (Ezra Pound) www.marcotatti.it contatto:marcotatti@tiscali.it
mercoledì 27 luglio 2011
Unione dei Comuni,Gian Valerio Sanna spiega gli obiettivi della legge regionale 10
di Gian Valerio Sanna
La recente approvazione all’unanimità, prima della Commissione, e successivamente anche del Consiglio regionale, della legge 10 che ha ridefinito la personalità giuridica delle Unioni del Comuni, ha innescato polemiche e reazioni che hanno portato anche alle dimissioni di alcuni Presidenti. Sulla vicenda ora, per fare chiarezza, interviene il Consigliere regionale Gian Valerio Sanna che spiega in che modo si è arrivati alla definizione della legge e le modifiche che questa ha apportato.
Secondo l’esponente del Pd Gian Valerio Legge dietro la proposta non c’è di fatto alcun problema sulle Unioni dei Comuni e che quanto scritto altro non è che una messa in scena priva di costrutto e di razionalità.
“All’interno del mio Partito qualcuno, più attento a costruire liti e dissensi nei confronti delle persone ha caricato la questione di valenze personali che non esistono – ha dichiarato Gian Valerio Sanna - la legge infatti è stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale per questo posso condividere alcune posizioni ma non mi posso certo fare carico delle responsabilità della maggioranza ne quelle dell’intera opposizione”.
Nel chiarimento Sanna ha voluto ricordare che la regione Sardegna dispone di una propria potestà legislativa, esclusiva in materia di ordinamento degli enti locali, e quindi può legiferare autonomamente forme organizzative o norme in tali materie.
“La precedente legge 12 definiva proprio la personalità giuridica delle Unioni dal momento che affermava che le stesse sono enti locali – ha ripreso Gian Valerio Sanna - ma che la personalità giuridica fosse questa lo afferma la stessa legge quando si riferisce al testo unico e dunque alla materia dell’ordinamento degli enti locali e non già ad organismi di diritto privato come qualcuno ha stupidamente ipotizzato. Operare quindi come ente locale non significa tuttavia costituire un ulteriore livello intermedio di ente, avendo al contrario eliminato con la 12 del 2005 le comunità montane proprio per semplificare un quadro istituzionale che la stessa costituzione non prevedeva. Nel nostro ha spiegato Sanna - alcuni segretari comunali, come si sa possono scegliere una pluralità di sedi, optavano per l’Unione come sede stabile di lavoro privando alcuni comuni delle relative disponibilità di segretari e poi utilizzando il dato demografico delle stesse unioni per progressioni economiche e stipendiali che gravavano interamente sui comuni e sul fondo unico per importi che oscillavano fra i 30 ed i 60 mila euro ad anno”.
Secondo il Consigliere Regionale qualche amministratore, anche di area Pd, ha voluto utilizzare le unioni come valvole di sfogo delle note esigenze clientelari pubbliche per assunzioni ed incarichi che nei propri comuni non sono al momento consentite per il blocco imposto dalle leggi finanziarie.
“Non esiste quindi alcun declassamento: le Unioni non sono Enti locali in quanto tali ma lo sono soltanto per personalità giuridica al fine di poter esercitare le funzioni associate demandate dai Comuni – ha spiegato Gian Valerio Sanna - altro che forma ibrida, essa costituisce una forma propria ed originale frutto della autonoma capacità legislativa ed ordinamentale della Regione. Fa molta specie, inoltre, che l’Anci Sardegna, attualmente commissariata, abbia sostenuto una simile ed illogica interpretazione anche se il reggente, e il cosi detto Direttore, sono di chiara appartenenza di centro destra e dunque potevano legittimamente sollevare un problema per nasconderne uno più grande”.
Secondo Gian Valerio Sanna l’aspetto principale è che la Giunta regionale ha cancellato, per il 2011, il finanziamento alle Unioni o meglio lo hanno caricato per intero sui Comuni che si troveranno 17 milioni e mezzo di euro in meno sul Fondo unico di quest’anno. Un espediente utilizzato spesso dalla destra, per distrarre gli interessati su altri argomenti ed evitare così polveroni agli attuali manovratori.
“Dispiace che su questo ci siano cascati molti amministratori del Pd e del centro sinistra e che l’intuito politico sia così caduto in basso da rendere buoni amministratori totalmente al servizio di un Anci – ha ripreso Gian Valerio Sanna - che dovrebbe essere ripensata totalmente e radicalmente”.
Il Consigliere del Pd chiarisce infine quella che ha definito la “lobby dei segretari.
“La Funzione pubblica aveva segnalato tempo fa l’anomala progressione economica dei segretari comunali in Sardegna per via di questa interpretazione delle Unioni – ha concluso Gian Valerio Sanna - che in quanto Enti locali, potevano essere scelte come sedi e dunque con la rilevanza degli abitanti di cui disponevano le stesse unioni i segretari maturavano l’esperienza lavorativa in enti di dimensione considerevole e dunque potevano accedere all’incremento della fascia retributiva. Non sarà generalizzabile ma questo accadeva nel silenzio o nella acquiescenza degli amministratori che dovrebbero sorvegliare al meglio le risorse dei cittadini. Poi lobby non è neppure un termine obbligatoriamente negativo né lo ho usato in questo senso ma soltanto per descrivere che dentro alcuni grandi questioni si annidano anche problemi di alcune corporazioni. Ci vorrebbe una profonda riforma ma con questo centro destra non se ne farà neppure una.
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