martedì 5 luglio 2011

Tempesta sui Comuni

Condividendo totalmente questo articolo postato dal consigliere regionale del PD Antonio Solinas sul suo sito,ritengo che davvero i Comuni,e quelli sardi in particolare,non possano più mantenere una posizione di attesa rispetto alle vessazioni che arrivano sistematicamente dalla Regione Sarda(vedi il recente "Collegato" appena approvato in Consiglio Regionale)e dal Governo con la nuova Manovra appena varata.










di Antonio Solinas

Si profilano tempi durissimi per gli Enti locali in genere, per quelli sardi in particolare.

Con uno sforzo di fantasia davvero di poco conto, il Governo ha deciso dove andrà a prendere i soldi della maxi – manovra che da qui al 2014 (ad elezioni politiche svolte), nelle intenzioni del Ministro, dovrebbe portare al pareggio di bilancio.

Ebbene, Tremonti ha scelto di percorrere strade già battute in precedenza, e tra queste, spiccano in particolare la nuova ondata di tagli ai danni dei Comuni Sardi.

Poco importa che, come ha ricordato l’Anci pochi giorni fa, gli Enti Locali in questi anni “hanno già dato”, ed abbondantemente. Una sforbiciata alle risorse per i Comuni appare il viatico irrinunciabile per un Ministro che appare più che un economista un semplice ragioniere. C’è da recuperare poco meno di 50 miliardi di euro? Benissimo: Regioni, Comuni, Province, Scuola, Sanità, Pubblico Impiego. Il gioco è fatto. Tutto il resto è cortina fumogena, compresa la tanto annunciata riforma fiscale che, semmai vedrà la luce, avrà effetti redestributivi della ricchezza “al contrario”, ossia favorendo lo spostamento delle risorse dalle classi a reddito più basso verso quelle a reddito più alto.

Calcoli per ora approssimativi indicano cifre tra i 700 milioni ed il miliardo di Euro, che vanno ad aggiungersi ai tanti tagli subiti dal sistema degli Enti Locali in questi anni, in seguito al decreto 133/08 e 78/10, oltre agli ingenti tagli alla spesa sociale che come Partito Democratico e come centrosinistra in questi giorni in consiglio regionale abbiamo denunciato con una importante mozione.

Di fronte a questo stato di cose servirebbe una Regione capace di alzare la voce e riprendere in mano la “vertenza entrate”, rivendicando il trasferimento delle risorse spettanti per Statuto, e difendendo i trasferimenti per gli enti locali isolani. Ed invece non solo il presidente Cappellacci e la sua Giunta si mostrano quotidianamente in tutta la propria debolezza e subalternità rispetto al governo nazionale, ma non perdono l’occasione di assestare decisi colpi ai danni degli Enti locali sardi.

E’ avvenuto anche con l’approvazione del collegato alla Finanziaria, all’interno del quale è previsto che i Comuni debbano finanziare direttamente le Unioni trasferendo loro risorse fino al 3% del Fondo Unico. Non sembri una scelta di poco conto: da un lato si toglie l’ossigeno alle Unioni, privandole di risorse dirette; dall’altro si dice ai Comuni che, se vogliono, debbono finanziarsela trasferendo risorse che attualmente consentono di portare avanti azioni importanti a vantaggio della collettività, come ad esempio quelle nel campo sociale.





Sommando le due operazioni, quella nazionale e quella regionale, le reazioni degli amministratori locali sono facilmente intuibili: rabbia, frustrazione e disimpegno.

Occorre una mobilitazione per evitare che questa rabbia si trasformi in una resa, situazione che non farebbe che accelerare i processi in atto di spopolamento e desertificazione delle zone interne. Il presidio del territorio, in chiave, sociale, culturale, ambientale e di sicurezza, è una funzione fondamentale, che è utile anche per chi vive in città. Non dimentichiamolo mai e schieriamoci tutti a difesa dei nostri Comuni, i quali hanno bisogno di attenzione e di risorse per continuare ad assolvere a quello straordinario compito che la Storia ha loro consegnato.

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