"Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee,o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui" (Ezra Pound) www.marcotatti.it contatto:marcotatti@tiscali.it
giovedì 7 luglio 2011
Abolizione delle Province
Ieri ho trovato nella mia casella di posta una mail del Responsabile Nazionale Enti Locali del PD Davide Zoggia con la quale spiega le ragioni dell'astensione del partito nella votazione alla Camera sulla norma costituzionale dell'IdV sull'abolizione delle Province, spiegando e suggerendo il link(partitodemocratico.it/leggeprovince) del sito del Pd ove si può consultare la proposta del partito su questo tema.
Io questa proposta la ho letta e riletta attentamente e francamente,come peraltro sottolinea molto acutamente e con estrema obiettività Emiliano Deiana nel post che quì pubblico e che condivido totalmente,non vi ho trovato,anche tra le righe rispetto al testo ufficiale,un dispositivo attraverso il quale si possa immaginare di arrivare celermente a questa non più procrastinabile riforma.
La mail è così titolata:"Cancellando la parola "Provincie" non si riducono i costi della politica",ove Zoggia dice che la riforma deve essere contestualizzata in un disegno più ampio di riordino delle Autonomie Locali e delle Regioni e che sostanzialmente la soppressione delle province dovrà essere delegata alle stesse Regioni.
di Emiliano Deiana
Questa storia dell'abolizione delle Province si sta trasformando in una fola.
Ieri l'astensione del Gruppo del Pd sulla proposta dell'Idv, oggi le giustificazioni di un nugolo di Deputati, la difesa d'ufficio di molti che ruotano intorno al potere provinciale, alcuni approfondimenti seri sul ruolo degli enti locali nel sistema istituzionale e, buon ultima, l'emersione dal mare di mucillagine parlamentare della proposta del Pd sulla materia.
La montagna che partorisce il topolino.
Il nulla istituzionale, praticamente.
Il Pd dice che le Province non si aboliscono, ma si riformano.
Il Pd dice, nella modifica dell'art. 133 della Costituzione che :«Il mutamento delle circoscrizioni provinciali o la soppressione delle Province sono stabiliti con legge regionale, sentiti i Comuni interessati».
Il Pd dice che sarà lo Stato a individuare le funzioni di Regioni, Province e Comuni.
Questo letteralmente.
In pratica cosa succederà? Nulla.
Anche se il rischio è, delegando il potere alle Regioni, che le Province aumentino esponenzialmente secondo una tendenza di cui noi sardi siamo stati abilissimi precursori.
Le tendenze localistiche, già evidenziate da numerosi Disegni di Legge giacenti alla Camera e al Senato, saranno talmente forti da risucchiare anche le migliori intenzioni di razionalizzazione degli assetti intercomunali.
Non solo Pesaro e Urbino, quindi. Ma anche Montebelluna, Mondovì e Canicattì.
Perchè nella proposta del Pd non c'è scritto da nessuna parte che è vietata la creazione di nuove Province o che è incentivato l'accorpamento. Nella proposta del Pd c'è scritto, sic et simpliciter, che saranno le Regioni a determinare le circoscrizioni provinciali. Punto.
Si parla di soppressione come di una remota possibilità, comunque delegata alle Regioni.
E' questa una riforma?
E' questa la riforma tanto attesa dalla pubblica opinione?
Io credo di no. E con me la stragrande maggioranza degli elettori, storici e potenziali, del Pd.
Col rischio concretissimo che gli elettori potenziali andranno ad ingrossare il Girone degli Astenuti. Lasciando il Pd a languire in una vocazione maggioritaria sempre agognata e mai raggiunta.
Ho sentito dire tante cose: "abbiamo fatto bene a non cadere nella trappola di Idv e Udc", "non bisogna essere demagogici (sarebbe meglio dire demagoghi...), le Province servono. Semmai aboliamo le Regioni e i comuni piccoli e piccolissimi", "alcune Province fanno scuola nell'offerta di servizi", "sapete, poi i Decreti attuativi li avrebbe fatti questo governo".
Queste considerazioni mi fanno pensare che l'unico modo che ci sia di riformare qualcosa in questo Paese sia quello di usare la mannaia. Tagliare, con ferocia.
Così come mi fa molto ridere un Riformismo che non riforma un bel nulla. Manco il tinello di casa.
Un fatto è certo: ieri il Pd ha perso un'occasione incredibile di far esplodere le contraddizioni profonde della maggioranza di Governo.
Il Pd ha perso l'occasione, su un tema concreto e sentito dalla popolazione, di ricompattare la variegata galassia dell'opposizione. Il Pd, per dirla con un personaggio dal quale divergo spesso, Matteo Renzi: il Pd ha rinunciato a tirare un calcio di rigore.
Il Pd ha perso la clamorosa occasione di essere se stesso: un Partito che vuole il cambiamento, che lo attua nei modi e nei tempi che la contingenza di essere all'opposizione consentono.
Alcuni, fra i difensori d'ufficio, li ho visti arrampicarsi clamorosamente sugli specchi: ma che fine faranno i dipendenti delle Province? E la manutenzione delle scuole superiori? E le strade?
Poi altri li ho sentiti aggiungere: ma le Province svolgono un fondamentale ruolo nella programmazione sistemica del territorio. Come se ne può fare a meno?
Poi per fortuna è venuto in mio soccorso un Consigliere Provinciale del Pd. Un Consigliere del Pd, giovane, un riformista vero. Eletto appena un anno fa. Ed ha detto poche, ma definitive parole: sono anche io per l'abolizione delle province. Ed ho maturato questa convinzione in questo anno di esperienza all'interno del Consiglio Provinciale.
Si chiama Giuseppe Meloni. Ha trent'anni o poco più. Un riformista vero.
Non come quelli che si definiscono tali e non riformano manco il tinello di casa.
Una Non-Riforma ben esemplificata dall'assurda proposta del Pd alla Camera dei Deputati.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento