"Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee,o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui" (Ezra Pound) www.marcotatti.it contatto:marcotatti@tiscali.it
martedì 12 luglio 2011
La tela di Penelope
La politica italiana si appresta ad andare in vacanza(ma poi,scusate,come fa un politico italiano a prendere le ferie stante questa drammatica situazione economico-sociale che attanaglia il nostro Paese e che ogni giorno di più palesa situazioni di criticità inverosimili!)lasciando sul tavolo,e quindi da prendere seriamente e immedietamente in mano alla ripresa della attività,tutta una serie di questioni aperte di estrema gravità che aspettano una celere e congrua soluzione.
Io credo che,e non lo dico certamente perchè voglio continuare ad alimentare quel vento populista che di questi tempi tanto soffia,una delle maggiori attenzioni la politica(a tutti i livelli,dal più piccolo degli enti locali fino alle massime cariche istituzionali) la debba prestare davvero ai costi che essa genera e alle correlate considerazioni etico-morali che,evidentemente,non risultano più eludibili.
Ancora,pur essendo assolutamente schierato,o forse proprio per questo, mi capita ogni tanto,come in questo momento, di essere particolarmente critico con il mio partito,mi capita di non condividere assolutamente alcuni comportamenti da esso posti in essere nei vari livelli istituzionali ove opera.E ritengo altresì,questo rispetto a coloro i quali nel campo della destra esercitano una militanza acritica in nome di un credo che è appunto esclusivamente devota obbedienza peddissequa al Signore(a quello di Arcore),di aver sempre fatto politica sulla base delle mie idee, che trovano naturale collocazione nel Partito Democratico,ma non certamente sulla base di un eventuale disciplina di partito che non mi consenta di intervenire anche in modo determinato quando non condivido linee politiche o più semplicemente,come in questo caso,iniziative che io considero estemporanee o comunque non in sintonia con le aspettative di un opinione pubblica sempre più in movimento e sempre più attenta all'operato della politica e dei politici.Debbo dire,ad onor del vero e grazie a Dio,che nel Pd esiste una base estremamente viva e pronta a far sentire anche il proprio dissenso verso gli organismi dirigenti quando le circostanze lo impongono.Semmai,e questa invece è la nota un po stonata,i vertici del partito,di fronte a queste fattispecie,cercano di glissare come se nulla fosse.
Sembra il celebre stratagemma, narrato nell'Odissea, creato da Penelope, la quale per non addivenire a nuove nozze, stante la prolungata assenza da Itaca del marito Ulisse, aveva subordinato la scelta del pretendente all’ultimazione di quello che avrebbe dovuto essere il lenzuolo funebre del suocero Laerte. Per impedire che ciò accadesse la notte disfaceva ciò che tesseva durante il giorno.Il Pd è impegnato in un serio percorso teso ad accreditarsi come perno dell'alternativa a questo governo e a questa destra inconcludenti e alla deriva e tuttavia eccolo periodicamente e soprattutto in momenti davvero strategici disfare quanto saggiamente costruito in precedenza.
Non lo capisco.
Dopo i risultati eccellenti delle amministrative e del referendum,il Pd invece di perfezionare la sintonia anche con quel cosiddetto movimento invisibile ricomincia a sentirsi autoreferenziale.La recente astensione,davvero incomprensibile per quanto mi riguarda, sul voto per la soppressione delle Province è uno di questi inverosimili episodi.
Il giorno dopo questo voto e non il giorno prima,quando la protesta di militanti,circoli e organizzazioni vicine al Pd aveva raggiunto picchi molto elevati,trovo sulla mia casella di posta una mail del responsabile nazionale degli Enti Locali Zoggia così titolata "Cancellando la parola "province" non si riducono i costi della politica",nella quale giustificava le ragioni di questa scelta e rendeva nota la proposta di riforma del Pd ,asserendo che il partito vuole porre mano a questa discipina ma dicendo che la stessa va contestualizzata in un riordino complessivo del sistema delle autonomie locali e delle regioni,dove,sostanzialmente,e questa sembrerebbe la proposta ,dovrebbero essere proprio queste ultime,sentiti i Comuni,a determinare la soppressione o l'accorpamento delle Province.
A me pare di scorgere il nulla dietro questa circonlocuzione,un arzigogolo per dire che tutto resterà come prima!
Eccellenti politologi e giornalisti estremamente seri(Giannini,Augias)definendo il tutto come "piccoli calcoli di convenienza,stupidità politica",scrivono che questa è stata una occasione persa,che non andava certamente persa in questo straordinario momento e che altrettanto certamente produrrà le sue conseguenze.
Non marginale,aggiungo,anche l'astensione nel Consiglio Regionale della Sardegna su una proposta che prevedeva il divieto di cumulo del vitalizio per il deputato regionale,nazionale e europeo.
Altro tema caldo quello dei referendum sulla modifica della legge elettorale,nei confronti del quale la posizione del partito non è,a mio dire,particolarmente chiara.Da una parte il referendum-Passigli anti-Porcellum sostenuto da Psi,Prc e Api,che punta a ripristinare il proporzionale,dall'altra il contro-referendum per il Mattarellum sostenuto da Parisi-Veltroni-Castagnetti.Io credo che per quanto lacunoso potesse essere il sistema elettorale maggioritario-uninominale,esso ha senza dubbio contribuito a determinare,anche e soprattutto con la possibilità per l'elettore di scegliere il rappresentante territoriale,negli anni della sua attuazione,una ordinata e "logica" disciplina elettorale,che faceva sentire la gente vicina alle istituzioni.
Adesso,e fatta salva la decisione molto importante del Pd della Sardegna,adottata nell'assemblea regionale dell'altro ieri,di programmare,nelle more appunto di una nuova legge elettorale,le primarie come strumento di scelta dei rappresentanti per le candidature alla Camera e al Senato,è opportuno che il partito dica chiaramente e unitariamente come intende procedere e proceda.
Altro argomento molto importante sul quale il Pd ha dato prova di non stare in sintonia con l'opinione pubblica è quello sul testamento biologico.
Vabbè,da democratico riformista immaginavo che il partito potesse arrivare alla pausa estiva con più lucidità, cogliendo in pieno gli incoraggiamenti ricevuti nell'ultima tornata elettorale,e tuttavia rimango convinto che il Progetto-PD andrà avanti e sarà determinante per portare il Paese fuori da queste secche,anche perchè il vero riformismo,di cui c'è urgente necessità, in Italia potrà declinarlo al meglio solo il Partito Democratico.
Ne sono convinto.
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