venerdì 8 luglio 2011

Serata finale del Premio Strega,il solito straordinario fascino!













La mia tarda serata di ieri,come peraltro oramai mi capita da molti anni,la ho riservata alla visione in tv della finale dello Strega.
Quest'anno,rispetto alle ultime edizioni,non vi è stata quella coinvolgente tensione,quell'ansia estremamente positiva, legate ad un eventuale testa a testa tra due opere.Non è stato appunto così, ma il risultato,in termini di arricchimento sociale-culturale,è stato straordinariamente importante.
Ha vinto "Storia della mia gente"(Bompiani)di Edoardo Nesi, che ha ottenuto 138 voti. Dietro di lui Maria Pia Veladiano ("La vita accanto", Einaudi): con 74 preferenze supera di un soffio Bruno Arpaia ("L’Energia del vuoto", Guanda), che si ferma a 73. Poi Mario Desiati ("Ternitti", Mondadori), 63 voti e Luciana Castellina ("La scoperta del mondo", Nottetempo) con 45 voti.
Prima della scrematura che ha poi portato in finale questi cinque libri immaginavo addirittura che potessero vincere alcuni di quelli autori che invece sono rimasti esclusi,e mi riferisco al bellissimo libro di Fabio Geda "Nel mare ci sono i coccodrilli"(Dalai) e a quello che io definisco assolutamente imperdibile di Gilberto Severini "A cosa servono gli amori infelici"(Playground) e all'opera di Viola Di Grado "Settanta acrilico trenta lana"(Brossura).
Tornando a ieri sera ha vinto invece,e con un margine assolutamente ampio,il bel libro di Edoardo Nesi "Storia della mia gente"(Bompiani).Il libro racconta la città di Nesi, Prato, invasa dall’immigrazione cinese. Nesi ha messo al centro del romanzo l’impresa di famiglia.Il libro parte dalla nascita del Lanificio T.O. Nesi & Figli, la ditta dei suoi bisnonni, che vede la luce non tanto per il presente quanto per il futuro, per i figli che sono nati e per quelli che verranno. Contro le aspettative iniziali lui si trova a mettere in scena una sconfitta, le armi che vengono deposte nel 2004 con la vendita della fabbrica e la fine della speranza.Si è trovato a fare i conti con l'arrivo della globalizzazione, e con l'incapacità di una classe politica che non ha saputo prevedere le conseguenze. La concorrenza cinese è responsabile solo in parte del fallimento della sua attività. Nel libro c'è una sofferta partecipazione e grande compassione per uomini donne costretti a turni massacranti, a condizioni di vita disumane.
Al secondo posto Maria Pia Valediano con "La vita accanto" ove l'autrice in uno struggente e complesso rapporto madre-figlia racconta senza sconti l'ipocrisia, l'intolleranza, la crudeltà della natura, la prevaricazione degli uomini sulle donne, l'incapacità di accettare e di accettarsi, la potenza delle passioni e del talento. Anche questa una bella opera.
Al terzo posto Bruno Arpia con "L'Energia del Vuoto",la storia, per certi versi da noir,di una famiglia borghese italiana.Coinvolgente.
Al quarto posto Mario Desiati con "Ternitti". La vicenda di un popolo tenace, la tragedia del lavoro che nutre e uccide, la meschinità di un uomo e la fierezza di una donna: tutto si compone con la semplice necessità delle umane cose in un romanzo luminoso e maturo.Un libro,a mio dire,molto bello che,a dispetto del piazzamento di ieri,venderà molto.
E infine l'opera di Luciana Castellina "La scoperta del mondo" che certamente non può essere annoverato come tale perchè è un bellissimo libro con una prefazione straordinaria della figlia.Luciana Castellina, militante e parlamentare comunista, fra i quattordici e i diciotto anni ha tenuto un diario che racconta la sua iniziazione politica: dal giorno in cui, il 25 luglio 1943, a Riccione, la partita di tennis con la sua compagna di scuola Anna Maria Mussolini viene interrotta perché la figlia del Duce deve scappare (suo padre è stato appena arrestato a Roma), a quando si iscrive al PCI. In mezzo, l'evoluzione di una ragazza dei Parioli, con gli occhi aperti sul mondo e sulla storia, titubante nei suoi pensieri e curiosa di capire, i primi viaggi a Praga e nella Parigi del dopoguerra, i primi compagni, il primo gioioso lavoro, insieme a tanti coetanei di tutta Europa, per costruire una ferrovia nella Jugoslavia di Tito, le domande, le ribellioni, le scoperte di uno spirito impaziente di prendere forma. Questo diario, rivisitato e arricchito, ha mantenuto tutta la sua freschezza e la forza della sua testimonianza su un pezzo di storia decisivo per la generazione postbellica.

Ecco,questo è stato il 65°Premio Strega,che va agli archivi con la solita, immutata "fame" e ricerca di buone opere e con l'altrettanto incantevole desiderio di trovare dal giorno dopo in libreria testi che ci facciano immedesimare nelle varie fattispecie e che ci facciano anche sognare.
Allora portiamo in vacanza alcuni(se non tutti)di questi libri,non potremo chiedere di meglio alla vita in questo caldo luglio!
A tutti buona lettura!

Nessun commento:

Posta un commento