giovedì 3 marzo 2011

Quale scuola per mia figlia.

La lettura della delibera della Giunta Regionale numero 11/12 del 1°Marzo 2011,avente per oggetto "Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa per l'anno scolastico 2011-2012",mi suggerisce alcune considerazioni sulle scuole del mio territorio,soprattutto per via del mio "stato" di genitore di una bimba che,tra non molto,dovrà intraprendere la sua carriera scolastica.

Questa delibera è composta da una sorta di premessa che recita testualmente:"la Regione Sardegna promuove il pieno diritto all'istruzione e al successo formativo di tutti i sardi,ed è compito della Regione e delle istituzioni territoriali tutte individuare e condividere interventi strategici volti alla definizione di uno standard che permetta di soddisfare il diritto fondamentale all'istruzione e alla formazione, a prescindere dal territorio di residenza,dalla fascia anagrafica,dalle condizioni economiche".

Ebbene,partendo proprio da questa premessa, contenuta nel piano regionale appena approvato, voglio fare alcune osservazioni
di carattere generale,quelle che,verosimilmente,farebbe qualunque genitore al quale sta a cuore il percorso formativo del proprio figlio.


L'importanza e dunque la presenza della scuola nel territorio è fondamentale.
Negli ultimi anni gli amministratori hanno posto in essere tutta una serie di strategie che hanno consentito di mantenere questa istituzione,cercando di contemperare le esigenze della presenza del presidio-scuola con quelle di una didattica all'altezza.
Ed è questo,a mio dire,il cuore del problema.
Infatti,da genitore del territorio che vuole una scuola di qualità per la propria figlia,non posso assolutamente prescindere da questa considerazione.
Dunque presenza e qualità della scuola.
Qualche anno fa,per mantenere la scuola primaria ad Assolo e Asuni,venne posta in essere una operazione che potrei definire "alchimista",suddividendo il plesso in due.Questa organizzazione è servita,lo dico con molta sincerità,esclusivamente ad accontentare i due Comuni e le rispettive popolazioni che questo volevano,ma non certamente a rendere una scuola con una didattica di livello.
Anzi!
Se,all'epoca,avessi avuto una figlia da iscrivere alla primaria, questa fattispecie mi avrebbe seriamente preoccupato.
Mi pare invece che la nuova strutturazione,condivisa dalla Provincia e ora approvata dalla Regione, che i sindaci e le amministrazioni si sono dati, sia più rispondente a quel principio inderogabile che vede la presenza nel territorio di una scuola di qualità.In proposito, anche l'adozione del tempo pieno risulta importante se vi sono le condizioni,anche logistiche,per la sua attuazione,perchè non è pensabile immaginare che il bambino entra a scuola alle 8,30 per uscire alle 16,30,trascorrendo questo arco di tempo nella stessa aula e senza la disponibilità di spazi e strutture adeguati alla realizzazione di una didattica aderente ai bisogni e alle esigenze formative di alunni e studenti di diverse fasce di età.

E allora,con la speranza che anche per i prossimi anni l'istituzione scolastica,nel nostro territorio, permanga e semmai si rafforzi con il supporto dei numeri,auspico che mia figlia possa frequentare una scuola primaria e secondaria di primo grado che le consenta di crescere con una formazione che nel pros

eguo del suo percorso scolastico non la faccia sentire ,e soprattutto essere, una studentessa di serie B!

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