venerdì 10 dicembre 2010

Ma del PD senza leader rischiano di restare soltanto i cocci.


Curzio Maltese (da "contromano",sul Venerdì di "Repubblica" del 10/12/2010)



Può sembrare strano occuparsi della crisi del Pd proprio quando forse sta per finire il regime berlusconiano.Eppure il forse dipende soltanto dalla debolezza del Pd.Se il maggior partito dell'opposizione avesse la forza di due anni fa o anche soltanto di un anno fa,il berlusconismo sarebbe già morto e sepolto,s'andrebbe subito al voto con una previsione scontata di successo del centrosinistra,fra gli applausi della comunità internazionale che di Berlusconi ne ha piene le tasche.La debolezza del Pd suggerisce invece una strada diversa,tanto prudente quanto contorta.Una lenta marcia verso il voto,attraverso un governo di larghe intese che agli elettori,di destra e di sinistra,apparirà di larghi inciuci.Ma,siccome prima o poi al voto si dovrà andare,sarà bene affrontare la questione del Pd per tempo.Si dice che il problema non è cambiare il segretario.E' vero.Segretari il Pd ne ha avuti già troppi in due anni.Senza esprimere mai un leader.Il problema non è dunque cambiare un altro segretario,ma trovare un leader.Se ne può fare a meno?No.Se ne poteva fare a meno nel secolo scorso,quando i partiti erano macchine ideologiche calate sul territorio.Oggi la politica è questa,piaccia o no,personalizzata.Fra i dodici o quindici partiti italiani,dal più antico ormai,la Lega,fino agli ultimi nati,Sel,Fli e Movimento 5 stelle,ve ne sono soltanto due che prescindono dalla figura di un leader fondatore,Il Pd e Rifondazione.Nel resto dell'Occidente non è molto diverso.I partiti storici sono diventati comitati elettorali di un leader che incarna il programma.vale per Obama come per Sarkozy,a destra e a sinistra.Certo,vi sono eccezioni,come i socialisti francesi e l'Spd,che infatti hanno dimezzato i voti,a vantaggio degli avversari o degli alleati di sinistra forniti di leader carismatici,si chiamino daniel Cohn-Bendit,Joschka Fischer o Oskar Lafontaine.D'altra parte,non avere un leader non indica un modello alternativo di fare politica.Il Pd e i socialisti francesi non vantano un vivace e democratico dibattito interno sui valori o sui programmi.Sono piuttosto logorati da una rissa quotidiana fra una dozzina di mezzi leader,ciascuno dotato di partitino personale all'interno del partitone.
Ezio Mauro scrive da tempo che al Pd serve un papa straniero.Straniero o no,serve uno che metta fine alle satrapie.Prodi e Veltroni non hanno saputo o voluto farlo fino in fondo,quando avrebbero dovuto.Bersani ha già dimostrato di non esserne capace.Vendola rischia di vincere a mani basse.Ma a quel punto del Pd si dovranno raccogliere i cocci o forse non esisterà più,esploso in tanti partitini.Possibile che i professionisti della politica non lo capiscano?

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