
(Thomas Castangia)
Torno da Firenze stravolto dalla stanchezza ma con il sorriso. I primi due ricordi che mi vengono in mente non sono quelle dei tantissimi ragazzi in sala, ma lo sguardo curioso di Carla Fracci classe 1936 inchiodata per ore alla sedia ad ascoltare decine di interventi e le parole bellissime di Sergio Staino classe 1940 che in pochi minuti ( 5 ma usati bene) entra in simbiosi con i sentimenti della sala e si merita una ovazione. I tanti over 60 presenti in sala sono la testimonianza del fatto che il rinnovamento richiesto non è una rottamazione anagrafica ma la capacità di tenere tutti insieme senza escludere una generazione con le sue idee, le sue inquietudini ma soprattutto le sue speranze ed i suoi sogni.
Da Firenze è emerso un patrimonio di idee e proposte che viene messo a disposizione del PD. Chi sostiene il contrario, chi dice che l'assemblea, le sue modalità, le sue tempistiche hanno reso il tutto un evento mediatico, credo non abbia sentito Ilda Curti ( assessore al comune di torino) parlare di integrazione, Giuseppe Catizone ( sindaco di Nichelino ) raccontare la sua esperienza in un comune del profondo Nord, Michele Emiliano raccontare della sua lotta alle Mafie e della rinascita di Bari, Laura Puppato ( ex Sindaco di Montebelluna e capogruppo in Veneto con 26.000 preferenze) parlare di Green economy e di tutela del suolo, Mila Spicola ( autrice del Libro la scuola si è rotta) parlare di una nuova scuola meno noiosa e dottrinale, Gianfranco Mascia (popolo viola) parlare di avvicinamento tra partito e movimenti. La costruzione di una leadership diffusa e non di un leader, la volonta di mettersi a disposizione per il PD hanno prevalso a Firenze. I tanti amministratori locali, i segretari di circolo che nella tre giorni hanno trovato il tempo di passare a Roma e Firenze per dare il loro contributo alla discussione sono la testimonianza del fatto che a Firenze non si andava ad incoronare un leader, ma si provava a trovare le ragioni dell'unità di un popolo, di una moltitudine di persone con le loro differenze e le loro affinità. Le reazioni scomposte di Grillo e di Vendola sono la testimonianza di un progetto che incute timore in chi gioca spesso sulla retorica del nuovismo e dell'antipolitica ( Grillo) o intende sostituire la leadership diffusa con un progetto ed un oratoria messianica ( Vendola). Quanto emerso fa paura a loro che in questi anni hanno eroso consenso al PD cavalcando le nostre debolezze, non può e non deve far paura al PD perchè a Firenze seduta per ore nelle sedie della Leopolda ad ascoltare c'era gente che ama il PD, che vuol dare il proprio umile contributo. Non capire questo, non riconoscere ai tanti partecipanti la capacità di essere quella membrana permeabile alle istanze di chi in questi mesi si è allontanato dal PD e spesso dalla politica perchè deluso, rischia di essere un errore grave. Forse sarebbe il caso di seguire meno gli slalom di Gianfranco Fini e più le voci di speranza ed entusiasmo che da Firenze facevano proposte per il paese. La Leopolda è stata la prima stazione di un percorso che ha come ultima Fermata l'Italia ma credo tante altre stazioni debbano esserci nel Paese. Anche in Sardegna è possibile e credo utile, creare momenti di incontro e discussione, dando il nostro contributo per scrivere quel nuovo vocabolario del PD capace di parlare ai tanti che si sentono emarginati dalla politica ma che di politica anzi di politiche hanno una voglia matta ed un disperato bisogno. Prossima Fermata Italia, Prossima stazione Sardegna credo sia questo uno dei modi per parlare di ruralità, di agro-industria, di lavoro,di tutela delle coste e di modelli innovativi per il turismo, di un modello di Sanità diffuso nei territori, di scuola ricerca ed università in una Terra ostica ed affascinante come la nostra. Proveremo a farlo con metodi nuovi (commenti via web, slides di presentazione, video , musica) proveremo a farlo con linguaggi nuovi, con tempi diversi ( 5 minuti a testa), con uno spirito diverso più allegro, meno cupo e serioso del solito. Proveremo a farlo sperando anche dalla Sardegna di poter dare un contributo al dibattito del PD e del centrosinistra, mettendoci in gioco con tutte le nostre energie, le nostre idee e i nostri limiti. In chiusura una proposta alla console parita di genere e "generazionale". Sperimentiamo su tutto il resto una organizzazione partecipata senza la ricerca di un leader senza voglia di metterci il cappello ma con tanti ( speriamo) che danno un contributo e dicono la loro.
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