
Europaquotidiano.
La lezione è stata bellissima, l’insegnamento che ne hanno tratto i capi del Pd un po’ triste per due motivi: il mondo corre a velocità supersonica mentre il pantano italiano tira giù speranze, energie, opportunità; e il professore che sta spiegando questa verità, Romano Prodi, quando si presenta in tale forma obbliga a ricordare i momenti più alti dell’Ulivo prima maniera, quando le ambizioni erano grandi e le prospettive intatte.
L’intervento del fondatore del Pd a Spineto ha fugato, proprio per il suo livello e per il tema planetario, ogni chiacchiera sulla spendibilità “italiana” di Prodi.
Ciò nonostante Bersani ha fatto bene, nell’occasione, a ricordare la alterità antropologica che permise al Professore di sconfiggere due volte Berlusconi (una volta e mezza, sarebbe meglio dire). È evidente, anche in questi giorni, il tentativo del segretario democratico di riproporsi nella medesima veste.
C’è un gap incolmabile però, non personale ma politico: il Prodi del ’96 guidava una coalizione molto convinta di sé, che non discuteva la leadership (se non dentro l’entourage dalemiano) e coltivava una idea progressista dell’Italia abbastanza facile da cogliere e da trasmettere. Dopo quindici anni, con tante cose buone fatte ma anche tanti errori, non c’è speranza oggi di avere una leadership incontestata.
E quell’idea dell’Italia s’è logorata, senza distinzione fra valori che meritavano di essere difesi e valori che invece andavano aggiornati o addirittura capovolti.
L’intero gruppo dirigente del Pd, che oggi sia a Spineto o all’assemblea dell’Eliseo a Roma, ha di fronte a sé il medesimo problema: ritrovare quelle ambizioni, ricollocarsi al centro della scena e dell’alternativa.
Per riuscirci deve scartare rispetto al percorso che in questo momento pare obbligato, e che per inerzia lo porterebbe a rinchiudersi nel recinto di una caricatura dell’Ulivo prodiano, senza nessuna delle prospettive alte che si coltivavano allora e senza poter pretendere di essere il baricentro della transizione post-berlusconiana.
Nessun commento:
Posta un commento