
SINTESI
Il Comitato familiari per l’attuazione della L.162/98 in Sardegna presenta le proprie posizioni sulla
Delibera n. 34/30 del 18 ottobre 2010 relativa ai nuovi criteri regionali per la valutazione e il
finanziamento dei piani personalizzati della L.162/98 per la prossima annualità, quale contributo
specifico come ha fatto finora, anche in sede di Commissione Consultiva, a beneficio di tutte le
persone con disabilità grave, loro famiglie per un servizio di Qualità sociale che va dall’assistenza
personale ai più gravi fino ai percorsi di vita indipendente, patrimonio di tutti, istituzioni, persone e famiglie
dell’intera società sarda.
Segnaliamo le principali criticità che nella Delibera rappresentano passi indietro per le
conseguenze che producono:
• Riduzione dei finanziamenti da 116 milioni a 91 milioni di euro: NON consentirà a migliaia di
persone con disabilità grave il mantenimento dei livelli assistenziali dell’anno scorso, ciò con
l'introduzione dei nuovi criteri provocherà riduzioni inaccettabili, di anche oltre il 50%
rispetto al 2009;
• Viene penalizzato chi è disabile dalla nascita (‐ 3 punti) e chi non ha nessun servizio (‐ 5
punti) e resta inalterato il punteggio di coloro che hanno ore di servizi pubblici di assistenza
(meno punti meno finanziamenti);
• il nuovo criterio che attribuisce 15 punti per più piani personalizzati L162/98 nella stesso
nucleo familiare non favorisce le persone con disabilità (il finanziamento max resta infatti di 20
mila euro); bisognava invece dare priorità assoluta nei finanziamenti dei piani dato il carico
familiare.
• limitare il diritto di accesso per i bambini da zero a tre anni con disabilità grave al progetto
personalizzato 162: si nega il diritto di accesso al progetto personalizzato 162, con una
valutazione dei soli aspetti sanitari senza la considerazione del bisogno o del disagio anche
sociale;
• calcolo nel carico familiare dei permessi della legge 104/92: un’incoerenza rispetto al
prendersi cura da parte dei familiari, un passo indietro rispetto ai diritti esigibili, alle
disposizioni legislative che sono il frutto di battaglie nazionali delle persone con disabilità, dei
familiari e loro organizzazioni;
• sola firma del medico della scheda di gravità: ciò comporta aumento dei costi (se fossero 50
euro per 28 mila casi: 1 milione 400 mila euro!), di stress e burocrazie che ricadono sulla
famiglia e persone con disabilità;
• Sull’ISEE e il calcolo del reddito: il reddito di cui tener conto dovrebbe essere solo quello della
persona con disabilità grave e non della sua famiglia. Inoltre il livello minimo da cui partono le
riduzioni 8.000 euro è troppo basso, vicino al minimo livello vitale, di povertà. Ma la L.162/98
non è legge sulla povertà, è contro l'esclusione sociale, sul diritto al percorso personalizzato di
assistenza e di inclusione.
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