
Roberto Scema.
Torniamo a riunire l’Assemblea degli amministratori con qualche settimana di ritardo rispetto a quanto avevamo preventivato.
Le motivazioni sono da ricercare in quello che voglio trasformare nello spunto iniziale del mio intervento, ossia il clima di grande incertezza nel quale gli amministratori si trovano oggi ad operare.
Solo per fare qualche esempio: siamo in attesa di conoscere nel dettaglio i contenuti delle manovre finanziarie dello Stato e della Regione; (anche se una cosa la abbiamo capita: ci sarà una severa riduzione nei trasferimenti)
Attendiamo con ansia la modifica di quel patto di stabilità che rischia di strangolare gli Enti Locali soggetti al Patto ma anche, per gli effetti perversi del Patto, quelli più piccoli, non soggetti;
Stiamo aspettando di cominciare ad intravedere quali effetti avrà la rideterminazione dei punti di erogazione del servizio scolastico;
Cerchiamo di capire se le tante vertenze lavorative in atto (da quelle industriali a quelle del mondo agro – pastorale), che stanno producendo nuove povertà, e nuovi utenti per i nostri servizi sociali, potranno trovare, almeno in qualche caso composizione;
Vorremmo sapere se la Regione manterrà gli impegni nei confronti delle non autosufficienze, anche alla luce degli impegni presi nei giorni scorsi grazie alla mozione presentata dai nostri consiglieri regionali sui tagli alla 162;
Attendiamo infine di scorgere quali potranno essere, fino in fondo, gli effetti del D.L. 78, diventata poi la legge 122. Alcuni li stiamo già verificando; per altri, molto importanti, l’attesa si prolunga: mi riferisco in particolare all’art. 14, ai commi che vanno dal 26 al 32, quelli che stabiliscono, lo voglio ricordare in maniera sintetica, le seguenti disposizioni:
Comma 27: le funzioni fondamentali dei comuni sono, fino alla Carta delle Autonomie, quelle di cui all’articolo 21 legge n. 42/2009, cioè: generali di amministrazione, di gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come certificate dall’ultimo conto del bilancio disponibile alla data di entrata in vigore della presente legge; di polizia locale; di istruzione pubblica, ivi compresi i servizi per gli asili nido e quelli di assistenza scolastica e refezione, nonché l’edilizia scolastica; nel campo della viabilità e dei trasporti; riguardanti la gestione del territorio e dell’ambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia nonché per il servizio idrico integrato; del settore sociale
28. Le funzioni fondamentali dei comuni, previste dall’articolo 21, comma 3, della citata legge n. 42 del 2009, sono obbligatoriamente esercitate in forma associata, attraverso convenzione o unione, da parte dei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, (esclusi le isole monocomune ed il comune di Campione d’Italia). Tali funzioni sono obbligatoriamente esercitate in forma associata, attraverso convenzione o unione, da parte dei comuni, appartenenti o gia’ appartenuti a comunità montane, con popolazione stabilita dalla legge regionale e comunque inferiore a 3.000 abitanti.
I comuni non possono svolgere singolarmente le funzioni fondamentali svolte in forma associata. La medesima funzione non puo’ essere svolta da piu’ di una forma associativa.
La regione, nelle materie di cui all’articolo 117, commi terzo e quarto, della Costituzione, individua con propria legge, previa concertazione con i comuni interessati nell’ambito del Consiglio delle autonomie locali, la dimensione territoriale ottimale (( e omogenea per area geografica per lo svolgimento, in forma obbligatoriamente associata da parte dei comuni con dimensione territoriale inferiore a quella ottimale, )) delle funzioni fondamentali di cui all’articolo 21, comma 3, della legge 5 maggio 2009, n. 42, secondo i principi di economicita’, di efficienza e di riduzione delle spese, fermo restando quanto stabilito dal comma 28 del presente articolo. Nell’ambito della normativa regionale i comuni avviano l’esercizio delle funzioni fondamentali in forma associata entro il termine indicato dalla stessa normativa. I comuni capoluogo di provincia e i comuni con un numero di abitanti superiore a 100.000 non sono obbligati all’esercizio delle funzioni in forma associata.
I comuni assicurano (( comunque il completamento dell’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 26 a 30 )) del presente articolo entro il termine individuato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, su proposta del Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, con il Ministro per le riforme per il federalismo, con il Ministro per la semplificazione normativa e con il Ministro per i rapporti con le Regioni. Con il medesimo decreto e’ stabilito, nel rispetto dei principi di sussidiarieta’, differenziazione e adeguatezza, il limite demografico minimo che l’insieme dei comuni che sono tenuti ad esercitare le funzioni fondamentali in forma associata deve raggiungere.
Proprio a questo tema avremmo voluto dedicare la prima riunione dell’Assemblea, dopo quella dell’insediamento, perché proprio nella scorsa occasione era parso abbastanza chiaro che, nei riguardi di questo argomento c’era un forte interesse, da parte degli Amministratori allora intervenuti.
Abbiamo atteso Il DPCM ma questo tarda ad arrivare. E così abbiamo deciso di convocare lo stesso l’Assemblea, perché abbiamo ritenuto che la legge Finanziaria della Regione ed il Patto di Stabilità fossero argomenti altrettanto importanti ed altrettanto attuali. Su entrambi gli argomenti sono intervenute negli scorsi giorni importanti novità e su questo relazioneranno Antonio Solinas, Gianvalerio Sanna e Tore Mattana.
Io voglio soffermarmi un attimo su due aspetti:
il primo: qualunque sia il contenuto del 78, è evidente che la partita che si giocherà metterà a dura prova le capacità degli amministratori locali chiamati a modificare radicalmente, ed irrevocabilmente, le modalità di operare all’interno delle proprie amministrazioni.
Quella che si prepara è una vera rivoluzione: andrà ripensata, per quasi tutti i Comuni di questa Provincia, l’organizzazione di tutti i servizi, fra i quali tutti i più importanti. Per arrivare a questo risultato occorrerà affrontare un percorso complicato, fatto, mi immagino, di campanili che crollano, di barricate di ogni tipo, di vertenze sindacali.
Ma, con molta serietà, va detto che probabilmente è una strada di non ritorno. Voglio dire che è probabile che, anche se il centrosinistra vincesse le elezioni fra qualche mese, questa partita rimarrà aperta, magari con qualche correttivo di buon senso, che salvaguardi il mantenimento di un presidio significativo in ogni comunità; ma la strada tracciata credo verrà mantenuta.
Allora faccio una considerazione: sarebbe importante che gli amministratori fossero capaci di trasformare questa situazione obbligata in una grande opportunità, che consenta di offrire alle proprie comunità servizi sempre migliori, su livelli di standard qualitativi sempre più elevati, consapevoli che nel futuro le risorse saranno sempre più limitate (senza il fondo unico saremmo in tanti in braghe di tela…) e sarà sempre più difficile far quadrare i conti.
Ecco, in questo contesto penso, e ritorno su considerazioni più generali, che gli Amministratori che orbitano, da iscritti o da simpatizzanti, attorno al PD, possano e debbano giocare un ruolo importante e fondamentale, guidando i processi laddove è possibile, e portando in dote le tante esperienze di buon governo, che i nostri amministratori hanno sempre maturato, anche in termini di gestioni virtuose.
Ci piacerebbe, e tocco il secondo ed ultimo punto, che l’Amministratore locale del PD, Sindaco, assessore, consigliere di maggioranza o di minoranza che sia, fosse come posso dire, “riconoscibile”, perché “portatore sano” di VALORI COME IL LAVORO, LA SOLIDARIETA’, LA SOSTENIBILITA’, LA SOBRIETA’, LA TRASPARENZA, L’INCLUSIONE, LA LEGALITA’: Valori che debbono diventare, in maniera visibile, patrimonio comune di tutti i nostri amministratori, per essere poi contagiati anche agli amministratori che con noi lavorano e collaborano pur da posizioni politiche diverse.
L’attenzione costante per la qualità della vita delle nostre comunità e degli ultimi; per la cultura materiale ed immateriale; azioni come la riduzione del consumo del suolo, la riduzione dei rifiuti, le politiche di risparmio energetico e per l’energia rinnovabile, la lotta per l’acqua pubblica, sono solo alcuni degli esempi di ciò che dovrebbe, a nostro parere, caratterizzare l’operato dei nostri amministratori.
Se noi saremo capaci di rendere visibile ciò che facciamo, e rendere visibile che dietro quello che facciamo c’è una visione politica strategica, beh, io credo che facciamo un grande servizio ai nostri territori, ed allo stesso tempo facciamo un grande servizio anche al partito nel quale crediamo.
Non è un lavoro facile, né comodo quello dell’Amministratore Locale.
Anche in Sardegna (e la Provincia di Oristano non ne è immune) sono frequenti gli atti di intimidazione nei confronti degli Amministratori locali. O non sono rare le complicazioni politico – burocratiche che si frappongono allo svolgimento del mandato amministrativo. A tale riguardo voglio ricordare, per chiudere, due vicende che hanno interessato di recente due Sindaci; la prima è una vicenda tragica, la seconda tragicomica.
La prima è la vicenda di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, ucciso, come dicono gli inquirenti, perché aveva scelto la strada della legalità, resistendo alle pressioni della malavita organizzata.
La seconda è quella di Vincenzo Cenname, sindaco di Camigliano, esautorato dalla carica in seguito al commissariamento del Comune, perché, incredibile ma vero, si ostinava a difendere il sistema di raccolta differenziata fatta da anni, in maniera persino originale, dal suo Comune, rifiutandosi di passarne la gestione alla Provincia, che non fa la differenziata!!!
Cito queste due storie, non per fare il piagnisteo del “sindaco disgraziato”, ma perché dobbiamo essere tutti consapevoli che per fare il sindaco e l’amministratore locale serve al giorno d’oggi grande determinazione, grande abnegazione, disponibilità, generosità, rettitudine. E però, noi lo sappiamo, fare l’amministratore locale è una cosa bella; ed è una cosa bella avere la possibilità di contribuire a costruire un Paese migliore rispetto a quello nel quale viviamo.
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