
Emiliano Deiana-Luca Mereu
Almeno non l’hanno fatta a Tramatza, ma sarà la Direzione della svolta? Speriamo.
Si deve decidere se il Pd deve vivere o morire. E allora è meglio morire a Oristano piuttosto che nell’Autogrill di Tramatza che quell’arancione non si può vedere davvero. Non vorremmo essere nei panni di Silvio Lai e manco di Franco Marras.
Li abbiamo invitati ad essere coraggiosi, a non nascondere la polvere sotto lo zerbino che se ci nascondi Paolo Fadda con quei capelli incanutiti rischia di pulire tanta di quella cacca dalle scarpe democratiche che non ti dico, che se lo merita anche se è per quello. Abbiamo consigliato al segretario di dire la verità, di non nascondere le spaccature e se fosse il caso anche ad accentuarle. Meglio una scissione oggi che una morte per consunzione domani. Ma eccoli quei due: Paolo Sanna ed Emanuele Fadda. No, Paolo Fadda ed Emanuele Sanna. I grandi amici dell’amico George: dai tempi dell’Università, dai tempi della Fuci. Hanno fatto ridere mezza Sardegna coi buoni pasto della mensa universitaria. Si, proprio loro la sommatoria di Dc e Pci all’interno del Pd che vogliono allearsi con l’Udc con la benedizione di qualche incappucciato della Loggia locale. Hanno ammazzato Pablo (e pure Antonello Cabras), Pablo è vivo. Antonello così, così. Guarda, guarda che sguardo di fuoco hanno lanciato a Franco Marras: se non la smette di scrivere su Facebook lo deferiscono ai probiviri del Pd.
Gente specchiata, questi probiviri del Pd: il più onesto ha una condanna per lobbyng.
Quella è la Valentina di Crepax? Si, è lei. L’ha voluta il democristo alla Presidenza: ha minacciato di far cadere Silvietto due giorni dopo la sua elezione. E come al solito l’ha avuta vinta. Mi auguro che Silvio – consigliato dal sagace Marras – abbia il coraggio di dirgli: quella è la porta, prova a farti portare in Parlamento dall’amico George, se ti riesce. Già, non Crepax se glielo dice!
Millo, mì: è il momento di Chicco Porcu quello che vede il futuro una volta che il futuro si è già palesato. E poi Giuseppe Cuccu che spiega perchè si son perse le primarie a Cagliari parlando del metodo Boffo usato da Rosarossa nei confronti dei margheriti (sic!). E ancora Caterina Pes, Guido Melis (ottimo!), Giacomo Spissu (mmm!), Siro Marroccu che probabilmente porta ancora i parastinchi, una Francesca Barracciu sotto bromuro, Marco Espa che nel suo intervento non smette mai di scuotere la testa e Marco Meloni finalmente - finalmente? - di ritorno dalle sue mirabolanti avventure capitoline.
Prende la parola Emanuele Sanna: a questo punto, metti che dica qualcosa di ragionevole. Lo so anch'io che è improbabile. Ma metti che. Come fai a dargli ragione davanti a tutti?
Ancora il segretario Silvio Lai per la contro-replica finale che parla di “...riscrivere le regole se non le rispettiamo...” (una specie di legge della giungla declinata al politichese?) - e di “...lasciare gli spazi individuali di conservazione...” (vorrà far presentare dai parlamentari sardi del PD una proposta di legge per la tutela integrale degli degli ex-Ds, ex- Margherita, ex-Progetto Sardegna?). Caro Silvio sappiamo tutti che t’hanno messo una bella patata bollente fra le mani: ma da te dopo tante mazzate vogliamo sapere se accetterai finalmente il rischio di morire in battaglia oppure – per citare Portos – “da vecchio, a letto, nel proprio piscio”. Il folto pubblico sonnecchia. Ma poi improvvisamente al solo nominare la parola ANCI con il segretario che dice che il partito non ha dato indicazione sul nome del presidente, Paolo Fadda, Giuseppe Cuccu e Cesare Moriconi si svegliano dal torpore, partono per la tangente, come Terminator si ricordano per cosa sono stati programmati e urlano un sibillino "Questi non erano i patti!" lasciando la sala infuriati. Con sommo sollievo del resto dei presenti in sala, parrebbe.
Immaginateci con la faccia di Nuzzo&Di Biase mentre pensiamo: "Ma cosa avranno voluto dire?".
Alla scena pietosa ci è venuta in mente la perifrasi di un vecchio pensiero di Mao di sessantottina memoria incrociato a un bignami del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa: "Quando ti stanno sodomizzando, non muoverti, fai il gioco dell'avversario". Tanto pietosa che ci ha fatto rimpiangere i gloriosi tempi di Tramatza.
Nonostante quell'arancione.
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