giovedì 12 maggio 2011

PD:moratoria fiscale













Da La Nuova Sardegna del 11 maggio 2011 -
Umberto Aime CAGLIARI.

Se Tremonti fosse davvero amico della Sardegna, ma non lo è, – dice il Pd – sarebbe intervenuto subito per liberare «i sardi dall’emergenza fiscale, scatenata non solo da Equitalia, ma da una crisi economica senza precedenti». Visto che finora lui ha guardato altrove, ecco la scossa. Arriva dal Partito democratico ed è doppia: «Vogliamo scuotere anche la giunta regionale». Che finora dagli amici (presunti) ha ottenuto soltanto promesse. «Mentre noi – propone il Pd – chiediamo una moratoria che liberi la Sardegna dai debiti miliardari col Fisco».

Moratoria che vuol dire prima di tutto congelare le cartelle di Equitalia per almeno un anno: la Sardegna ha bisogno di respirare. Ma sia chiaro, non è un condono: «La lotta all’evasione deve continuare. A difendere i furbi ci pensano già altri», ha detto il segretario Silvio Lai. La salvezza sarà soltanto per chi dimostrerà di aver tradito un dovere civile, pagare le tasse, perché travolto dalla crisi, dalla disperazione e dalla fame, ha sottolineato il deputato Giulio Calvisi. Il Pd si è schierato in forze per presentare quella che è una diga contro l’emergenza sociale, perché questo – ha denunciato il deputato Caterina Pes – è un dramma incontrollabile provocato dagli effetti collaterali della riscossione. È come se dopo un terremoto, si fosse abbattuto uno tsunami, ha detto Mario Bruno, capogruppo in Consiglio, nell’annunciare che «in aula il Pd presenterà una mozione per impegnare la giunta nella vertenza».

Serve una pressione forte, anche se «non chiediamo – ha continuato – stravolgimenti, vanno applicate leggi che esistono».

A cominciare dal decreto nazionale del 1973, ha detto Francesca Barracciu, che «in caso di crisi straordinaria, la Sardegna lo è dappertutto, ammette la sospensione dei debiti con l’Agenzia delle Entate, l’Inps e i Comuni. Questo deve sollecitare la Regione al governo». Che vuol dire allo stesso tempo: bloccare l’escalation degli interessi, già al massimo, e anche le micidiali ganasce fiscali su auto e mezzi di lavoro, oppure sospendere la messa all’asta della prima casa. Con la stessa moratoria che dovrebbe permettere ai debitori anche la rateizzazione del debito fino a un massimo di 120 mesi (ora sono 72) per arrivare alla soluzione auspicata: soltanto il pagamento dell’importo iniziale evaso, cioè ripulito dalle attuali maxi sanzioni.
Subito dopo – nella proposta del Pd – c’è la richiesta di blocco degli studi di settore, sono un altro incubo, o comunque – come ha detto il senatore Francesco Sanna – è indispensabile che «siano adeguati allo stato comatoso dell’economia in Sardegna». Infine, ha aggiunto il deputato Amalia Schirru vanno potenziati i consorzi fidi per le imprese in difficoltà e deve essere possibile l’immediata compensazione fra debiti e crediti nei confronti della pubblica amministrazione. «È un pacchetto d’interventi agile e immediato. Serve la volontà politica ed è questa che vogliamo ottenere. Adesso»

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