"Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee,o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui" (Ezra Pound) www.marcotatti.it contatto:marcotatti@tiscali.it
martedì 10 maggio 2011
Il regime delle panzane
Siamo totalmente immersi in un tempo contraddistinto dalla mancanza di memoria. Il regime delle panzane, delle bugie e delle barzellette ha cancellato il senso della memoria e con esso la verità dei fatti, la realtà degli antefatti che hanno costruito la nostra esperienza di vita, di lavoro, di sofferenza e di speranza.
Le bugie cancellano la verità e l’abitudine alla superficialità sta consumando la naturale attitudine a sperare che le cose cambino, che il destino di oggi sia la transizione per una condizione diversa del domani.
Berlusconi ha inculcato un modello culturale da regime delle panzane e tutti i suoi seguaci hanno costruito anche attraverso un’obbligata dissociazione mentale, la stessa prospettiva di comportamenti e di parole.
Guardate Cappellacci, ultimo governatore d’Italia in tutte le classifiche di gradimento, sembra l’icona della smemoratezza fatta diventare strategia quotidiana dell’inganno, delle bugie e dell’inconcludenza.
Si fa vedere spesso di questi tempi per la Sardegna a inseguire una pubblica ostilità al nucleare, a blandire una bandiera contro ogni colonizzazione energetica della nostra terra. Eppure non molti mesi fa ha rifiutato di impugnare, in nome dei Sardi, le norme che prevedevano la localizzazione e l’installazione di centrali nucleari così come molti suoi colleghi Presidenti di Regione hanno fatto. Ora, smemorato di quel rifiuto, fatto maturare di fronte al Parlamento dei Sardi, si fa riprendere con un prato verde sul fondo offendendo ancora una volta la verità dei fatti che l’ha visto protagonista dell’approvazione del peggior Piano casa fra tutte le regioni d’Italia. Altro che prato verde!
Sarà la classica conversione energetica sulla via di Damasco? Oppure questa nuova sponsorizzazione ha qualche cosa a che fare con la sua indomita inclinazione alle energie alternative e alle lobby che con lui trattavano per colonizzare la Sardegna in un altro modo? Domande legittime su fatti incontrovertibili. Infatti, è recente la presentazione di un nuovo disegno di legge della Giunta regionale nel quale si ritrovano, reiterate le stesse strategie che hanno visto il nostro Governatore protagonista di frequentazioni piduiste e affaristiche che hanno segnato non poco il profilo etico di questa esperienza di legislatura. In questo nuovo provvedimento il solito blocco delle autorizzazioni su eolico e fotovoltaico, intese e pateracchi di dubbia trasparenza.
Sui trasporti marittimi la stessa storia di bugie, propaganda e populismo. Affitta quattro traghetti dal 15 maggio al 15 settembre per la stagione turistica e finanzia con due milioni di euro un bonus per favorire i turisti che verranno in Sardegna. Ai poveri sardi residenti chi dovrebbe garantire il diritto di mobilità e di cittadinanza? Quando le vacanze saranno finite chi baderà a tutelare il diritto dei sardi a spostarsi e a non essere prigionieri dei cartelli imprenditoriali degli armatori? Ma i cartelli di armatori che si formano per tenere prigionieri i sardi non sono altro che il risultato della lotta per la conquista della Tirrenia, in questo momento in fase di trattativa privata con uno Stato che non sembra si sia accorto che questi signori hanno acquisito e, di fatto, esercitano un abuso di posizione dominante. Allo smemorato Cappellacci bisogna ricordare che le cose non stavano in questi termini e che nel 2006, irrisi da tutti, Soru e la sua Giunta avevano chiesto al Governo di trasferire alla Regione la Tirrenia perché fosse la Sardegna a gestire un processo di privatizzazione che non poteva intaccare il diritto dei sardi ad una piena cittadinanza statuale.
Senza memoria e senza dignità. Infatti, per seminare la cultura dell’inganno, delle panzane e delle promesse populiste serve proprio elidere la memoria dai cervelli degli uomini, trattarli come dei deficienti ai quali si possa propinare di tutto e di più in un rincorrersi quotidiano di propaganda per la sopravvivenza politica e di populismo paralizzante delle coscienze.
Cappellacci sembra rispondere perfettamente a questo canovaccio e dunque non lo si vede mai nelle aule della rappresentanza del popolo sardo al punto che sembra aver scambiato il Consiglio Regionale per un luogo per appuntamenti occasionali e protetti. Ovviamente, protetti da un apparato consistente di telecamere e giornalisti al seguito per immortalare e usare al meglio il virus del populismo e instillare a tutta forza ai sardi la necessaria e ulteriore perdita di memoria.
Il suo maestro Primo Ministro docet, e confidando nell’illimitata capacità degli Olbiesi e dei sardi più in generale a farsi abbindolare dalle sue conversazioni deliranti e spudoratamente mai suffragate da uno straccio di documento ufficiale, Berlusconi non è mancato all’appuntamento per l’esaltazione del suo candidato a sindaco di Olbia, propinando una serie interminabile di falsità e di promesse: la Sassari Olbia, la Olbia Palau, la continuità territoriale. Tutto a posto ci penserà lui. Ma poi anche una minaccia che speriamo non realizzi: farò Pili sottosegretario. Un copione perfetto e ben riuscito come sempre, merito della collaudata e spavalda macchina dei falsari del Popolo delle Libertà.
A dire il vero che la Sardegna rappresenti ogni giorno di più il simbolo nazionale di una terra oggetto di pirateria non sembra discuterlo più nessuno. Sono infiniti oramai i fatti e le panzane che hanno designato questo primato assoluto (fondi Fas, La Maddalena, G8, Entrate tributarie, SS-Olbia, Nucleare, Eurallumina etc). Una sola piccola domanda che mi assilla anche sullo stretto piano statistico: è possibile che al Geovillage si siano potuti addensare spontaneamente e senza incentivi tremila smemorati naturali?
Gian Valerio Sanna
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