(Antonio Cianciullo)
I pannelli fotovoltaici e l’energia pulita, la raccolta differenziata e i contenitori a rendere, le spiagge aperte a tutti. Si può morire per questo? Per obiettivi così ragionevoli, così condivisi? Fino a ieri si poteva rispondere di no, con l’assassinio di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica e Acciaroli, la risposta cambia. La strategia di espansione dell’ecomafia porta la criminalità organizzata a scontrarsi in modo diretto con chi difende la buona gestione del territorio, a cominciare da settori che fino a pochi anni fa erano considerati marginali come i rifiuti e le energie rinnovabili.
Di fronte a un omicidio occorre sempre aspettare il verdetto della magistratura prima di dire una parola definitiva, ma tutto – a cominciare dalle dichiarazioni degli inquirenti – indica la pista che porta a quel settore della criminalità organizzata che si è specializzato nel fornire risposte illegali alle esigenze ambientali a cui lo Stato stenta a dare risposta. Se l’ecomafia è arrivata a fatturare 20 miliardi di euro è anche perché nella battaglia contro il traffico di rifiuti, l’abusivismo edilizio, le cave illegali e la vendita di animali protetti sono mancate la compattezza e la determinazione necessarie. A fronte del sacrificio di tanti magistrati e agenti delle forze dell’ordine si sono registrati ripetuti segnali d’incertezza: dai condoni alla resistenza nell’inserimento dei reati contro l’ambiente nel codice penale.
Angelo Vassallo, ambientalista ed esponente del Pd, era una figura simbolica: l’uomo che si era battuto per trasformare un piccolo Comune del Cilento in un manifesto della buona amministrazione. “Siamo un punto di riferimento per tutte le località turistiche d’Italia. E’ un risultato che ci rende orgogliosi: spesso si parla della Campania in maniera non lusinghiera. Noi siamo l’esempio vivente di come l’impegno possa rendere questa regione la più bella d’Italia”, aveva detto pochi mesi fa, quando Pollica e Acciaroli avevano conquistato le 5 vele, il massimo riconoscimento, nella Guida Blu pubblicata ogni anno da Legambiente e Touring Club.
La criminalità organizzata ha voluto colpire il simbolo di questa battaglia. Dimostrando così come il centro dei suoi interessi si stia lentamente spostando dai settori tradizionali come i grandi appalti alla gestione di nuovi interessi. Contrastare questo processo sarà difficile se, accanto all’azione repressiva, non si riuscirà a sottrarre terreno all’ecomafia mettendo in campo una risposta rapida e credibile alla gestione dei rifiuti, del paesaggio, delle energie pulite. La direttrice è chiara perché l’ha indicata l’Unione europea fissando il traguardo del 20 – 20-20 per le energie rinnovabili, l’efficienza e la riduzione dei gas serra, e la progressiva crescita della raccolta differenziata. Se la seguiremo tutto il paese guadagnerà sicurezza e competitività. Altrimenti a guadagnare saranno solo le cosche.
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