"Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee,o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui" (Ezra Pound) www.marcotatti.it contatto:marcotatti@tiscali.it
sabato 23 aprile 2011
A testa alta.
Pubblico questo commento di Emiliano perchè davvero mi è piaciuto molto.
La conclusione di questa vicenda giudiziaria,questa conclusione,con l'assoluzione piena, ci restituisce,a noi democratici ma,mi sia consentito,anche alla Sardegna e al nostro Paese in genere,il Renato Soru del 2004,l'imprenditore di successo che,a un certo punto del suo straordinario percorso personale-manageriale,si mette a disposizione della sua terra,un'isola,non dimentichiamolo, stremata da cinque incredibili anni di governi di centrodestra assolutamente inconcludenti(ricordate le giunte Floris,Pili,si quello delle dichiarazioni programmatiche della Lombardia copiate da Formigoni,e Masala).Sono stati anni in cui la Sardegna ha fatto passi indietro immensi sotto tutti i punti vista,ma soprattutto dal punto di vista economico-sociale.
Ebbene,Renato Soru con il suo bagaglio di esperienze e conoscenze,ma soprattutto con il suo autentico e disinteressato amore per la sua terra, guida la coalizione di centrosinistra che, con un programma assolutamente innovativo, stravince le elezioni regionali e in cinque anni realizza riforme sulle quali in pochi credevano,ridisegnando e dando respiro a una Sardegna che,contestualmente,acquisisce un ruolo strategico nel Mediterraneo che mai aveva avuto prima.
Il resto sono stati infingimenti(comprese le accuse che hanno dato vita al processo appena concluso) posti in essere da chi,il centrodestra,continua a dimostrare di non avere davvero capacità di governare,e lo sta dimostrando,poveri noi sardi, anche in questa tristissima legislatura,con Cappellacci e soci.
Dunque,bentornato Renato Soru,la Sardegna e l'Italia hanno bisogno di te!
E anche noi democratici!
Emiliano Deiana.
Ho incontrato Renato Soru qualche giorno fa. Non credo di svelare nessun segreto di Stato: abbiamo parlato molto dell'Ente Foreste, della sua organizzazione, delle sue potenzialità e delle sue deficienze. Poi qualche accenno al Pd, a Bortigiadas, all'eolico e poco altro. Molti silenzi, a dire il vero. Si vedeva lontano un miglio che non era molto concentrato. Poco prima di congedarmi ha detto "venerdì c'è la sentenza". Diciamo che non sono stato pronto di riflessi e me ne uscito uno scarsissimo "sarà un venerdì di passione". Ha sorriso, l'uomo. E ha detto: "sono terrorizzato". Li ho capito che era davvero innocente. Non che abbia mai dubitato, ma si sa che chi maneggia denaro pubblico può incorrere in errore anche non volendo. Basta una parola sbagliata, una frase interpretabile e si è nei casini più totali. C'era vento e ho visto un uomo mangiato dall'attesa del giudizio. Molto kafkiano, come personaggio. E con quel vento che rendeva molto instabile pensieri e certezze. Sue e mie. Ho pensato: "e se lo condannano?", ma mi sono tenuto per me questo pensiero.
Poi oggi è arrivata l'assoluzione, con la formula più ampia che ci sia.
Non ha commentato Soru, ha detto che basta quanto affermato dal Giudice nel dispositivo della sentenza. Oggi si può ben dire che Renato Soru è stato oggetto di una campagna politico-mediatica che lo ha costretto nel ruolo di indagato e di rinviato a giudizio. Ricordo con un certo raccapriccio i titoli dell'Unione Sarda e i dossier di Mauro Pili. Così come ricordo con un pò di ribrezzo i dibattiti in Consiglio Regionale, le facce pessime dei Pittalis, degli Artizzu, degli Oppi. Per non parlare degli ex alleati socialisti o come quelle dei reprobi dell'Udeur mastelliano.
Il contrasto che si genera fra la vicenda giudiziari di Soru e quella del Caimano è stridente. Uno che affronta il Giudizio (come altri prima di lui) e uno che lo sfugge con tutti i mezzi. Uno che subisce le campagne stampa e la macchina del fango e uno che costruisce dossier e definisce gli Scilipoti come vittime - confermandosi ladro di parole - della macchina del fango da lui inventata ed attuata.
Ma questa vicenda ci insegna anche altro. E lo deve insegnare principalmente a noi di centrosinistra: la politica non si fa nelle aule di giustizia. La politica si fa tra la gente, con idee migliori e un'etica pubblica superiore a quella dell'avversario. Ci insegna questa vicenda che a buttare tutto - anche con un delinquente conclamato come B. - sulla Giustizia poco se ne ricava politicamente. Quelli di destra in Sardegna ne ricaveranno una futura (e sonora) sconfitta alle prossime regionali. Me le immagino già le facce dei massimi esponenti della destra sarda. Loro e il loro visi di guano solidificato. E ce la gusteremo davvero la loro sconfitta. Una sconfitta tutta politica che dichiarerà la loro incapacità di governo, il vuoto delle idee, l'inadeguatezza delle loro ricette.
E infine la certezza che Renato Soru ha riscritto la sceneggiatura del caimano al contrario. Un uomo e il suo Giudice. Un Giudice equo, imparziale. E fuori non una folla urlante che acclama il condannato, ma solo la Mongiu con la sua crocca di capelli come le nonne di un tempo.
Poi un uomo in riva al mare che finalmente ricomincia a respirare.
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