"Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee,o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui" (Ezra Pound) www.marcotatti.it contatto:marcotatti@tiscali.it
lunedì 2 gennaio 2012
Lavoro,un'analisi lucida della situazione italiana
Nel Paese sul lastrico a chi interessa cambiare l'articolo 18?
Da "Contromano"
di Curzio Maltese
Il fallimento totale del comunismo ha cancellato per vent'anni dal dibattito pubblico il problema dello sfruttamento del lavoro.Ma il problema è rimasto,anzi si è allargato a dismisura,ed è all'origine della crisi economica.
Negli ultimi due decenni,i salari sono crollati in quasi tutto l'Occidente e le condizioni di vita e di lavoro sono peggiorate ovunque,soprattutto per le giovani generazioni.Le nuove multinazionali,anche quelle che puntano molto su un'immagine moderna,civile e progressista,trattano i propri lavoratori peggio di quanto non facessero gli odiati padroni d'una volta.Amazon è finita nel mirino dei media americani per le disumane condizioni di lavoro cui costringe i dipendenti,Apple è sotto inchiesta per l'ondata di suicidi fra gli operai cinesi chiamati a produrre gli iPad,altri colossi come Monsanto,Nike e Nestlè devono difendersi da accuse di sfruttamento selvaggio della manodopera,in qualche caso perfino di bambini.
Da vent'anni i super manager più celebrati e citati come modello di genio aziendale non sono più i creativi ma quelli bravi ad aumentare il proprio stipendio e a tagliare quelli dei lavoratori,insieme ai diritti acquisiti.Il caso più noto è Sergio Marchionne.Si capisce che tagliare la pausa mensa è più semplice che progettare un modello diverso dalla ventesima versione della Panda.Marchionne spiega che la produttività italiana è troppo bassa ed è vero.Ma sfugge,almeno ai non addetti,il meccanismo psicologico per il quale un lavoratore dovrebbe produrre di più in cambio di un salario sempre più misero.In Italia,lo stipendio medio netto è crollato negli ultimi dieci anni agli ultimi posti dell'Eurozona,sotto i ventimila euro all'anno.In termini di potere d'acquisto reale,i lavoratori italiani guadagnano cinquemila euro in meno rispetto al 2001.La ragione principale è che sono aumentate le tasse sul lavoro dipendente,fino a superare di gran lunga la media europea,quella dell'Ocse e perfino la leggendaria Scandinavia.
L'aumento delle tasse sul lavoro dipendente,ricompensato con un netto peggioramento dei servizi sociali,è servito in buona sostanza a finanziare l'evasione fiscale,nel frattempo triplicata.Si sono insomma tartassati i poveri per arricchire i ricchi disonesti.
L'effetto sull'economia è stato devastante.L'Italia è un Paese dove si vendono sempre più pellice,champagne di marca,fuoribordo ed elicotteri,ma dove si spende sempre di meno al supermercato.Com'è noto,lo spreco dei super ricchi non compensa la mancata spesa dei poveri.E ora,vogliamo davvero credere che il problema sia l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori?
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