"Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee,o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui" (Ezra Pound) www.marcotatti.it contatto:marcotatti@tiscali.it
venerdì 2 dicembre 2011
Il ruolo del PD nella crisi italiana
Sono giorni difficilissimi per il nostro Paese e,penso,anche per il mio partito,il Pd.Lunedì verosimilmente conosceremo le prime pesanti misure del governo Monti per cercare di rimettere in piedi la drammatica situazione economico-sociale della nostra cara Italia.Immagino che,al di la di quanto racconta la stampa,la tv,internet e i vari social network,la discussione e soprattutto le fibrillazioni anche nel Pd, riguardo a queste misure,siano molto accese e marcate.Si racconta di un'anima liberale e una più sociale che si starebbero confrontando molto animatamente sulle misure che dovranno poi essere votate dal parlamento.Ma che c'è di strano o di male?
Personalmente non sono totalmente d'accordo con Casini quando dice, a proposito di queste discussioni nei partiti azionisti del governo Monti sulle linee finanziarie che dovranno essere varate dal governo nei prossimi giorni, che il Premier in queste ore non deve essere tirato per la giacca dai vari segretari perchè gli stessi partiti conferendoli una maggioranza bulgara in parlamento gli hanno trasferito una delega molto ampia e "autonoma".
Ho capito,ma non tutti i partiti,specie in questi momenti così difficili per i senza lavoro, per le famiglie,per i giovani,per i pensionati,per i precari,riescono ad esprimere la stessa sensibilità soprattutto per le fasce sociali succitate.
Io credo che il Pd appunto,per sua natura, non possa esimersi dal confrontarsi al suo interno in maniera serrata su quesi temi,arrivando poi a una giusta sintesi che poi possa essere "suggerita" a Monti.
Nei giorni scorsi c'è stata questa inutile polemica all'interno del Pd,sulle misure economiche da adottare anche alla luce della famosa lettera della Bce,tra i cosidetti liberal e Fassina,responsabile economico del partito.
Francamente non so,ne da democratico mi interessa saperlo,a che area faccia riferimento Fassina all'interno del Pd,così come non mi interessa conoscere quanti siano questi liberal che ne hanno chiesto le dimissioni.
Tuttavia io mi riconosco nelle posizioni del responsabile economico quando dice che non si può far pagare questa crisi alle solite categorie più deboli.
Ad onor del vero non condivido però nemmeno la risposta di Fassina ad Ichino,sempre su questa polemica, dicendo che le posizioni di quest'ultimo in materia rappresenterebbero il 2% mentre la sua abbraccerebbe il restante 98%.
Un partito come il Pd,specie in questa terribile congiuntura, ha bisogno del contributo di quanti hanno davvero ricette importanti da mettere a disposizione del Paese.E francamente ne abbiamo.
Non è esatto dire,come fa oggi Maltese sul "Venerdì di Repubblica" che il Pd dice poche cose di sinistra,e tuttavia è indubbio che quando,come ha fatto Fassina,si fanno certe considerazioni, che certamente sono di sinistra,non possono non essere condivise dall'intero partito.
Credo che la prima inderogabile linea-guida del Pd e di un partito di sinistra debba essere quella di tutelare i più deboli,gli ultimi,proprio quelli che in questa situazione ovviamente soffrono più di tutti.
Il Pd deve essere il partito che lavora senza soluzione di continuità, e a maggior ragione in questo momento, per eliminare le disuguaglianze,specie quelle più eclattanti e ingiustificabili.
Questo fa parte del Dna dei democratici.
Che dibattito,nel PD,se qualcuno dice qualcosa di sinistra...
da "Contromano" di Curzio Maltese.
Per aver detto un paio di cose di sinistra,l'economista Stefano Fassina ha subito una specie di processo interno nel Pd,nel quale i cosidetti liberal hanno chiesto le sue dimissioni dal ruolo di responsabile economico del partito.Il segretario Bersani ha replicato:"Questa non l'ho proprio capita".
Non l'abbiamo capita nemmeno noi.
La colpa di Fassina sarebbe d'aver ripetuto cose che ormai dicono anche Mario Draghi o i vescovi italiani.E cioè che non si può far pagare anche questa crisi alle solite tre categorie,giovani,pensionati,lavoratori dipendenti.Per i giovani italiani ormai bisognerebbe chiamare in causa Amnesty International.Sono pochissimi,sfruttati,precari o disoccupati,con un potere d'acquisto dimezzato rispetto ai coetanei delle altre grandi potenze industriali.Dovrebbero essere ancora più flessibili?Ma di più flessibili esistono soltanto gli schiavi.Lo stesso discorso,più o meno,vale per i lavoratori dipendenti e i pensionati.Una volta per tutte poi bisognerà chiarire che l'Italia non è un Paese di sprechi perchè le pensioni e i salari sono troppo alti,il che è una bella idiozia,e tantomeno perchè s'investono troppi soldi sulle politiche giovanili,quasi inesistenti.Gli sprechi italiani stanno altrove,nell'evasione fiscale da 150 miliardi e nella corruzione da 70 miliardi l'anno.Quì bisogna intervenire con la scure.
Queste cose non sono nemmeno di sinistra,sono semplicemente di buon senso.Ma la sinistra italiana sembra aver smarrito pure quello.Una delle geniali vignette di Altan recita:"Bisogna rispettare chi la pensa diversamente da noi"."Si,ma noi che pensiamo?".Ora è venuto il momento di chiedersi che cosa pensa la sinistra italiana,se pure pensa qualcosa.
Trent'anni di politiche liberiste hanno condotto le società occidentali,in particolare le europee e più di tutte l'italiana,a un passo dal baratro e dal fallimento.Si può andare avanti su questa strada?Si può accettare a scatola chiusa la lettera della Bce e farne un vangelo economico?
Se la risposta è si,alloranon serve una sinistra in Italia.
Bastano e avanzano Fini e Casini,una destra più civile e meno autoritaria di quella berlusconiana,ma pur sempre destra.Altrimenti forse bisogna farsi venire qualche idea nuova,che non sia scippare qualche altro euro ai pensionati,agli operai e agli impiegati,oppure costringere tutti i giovani italiani a mettersi in fila all'ufficio di collocamento per uno stipendio inferiore ai mille euro al mese.Se poi i liberal la pensano in altro modo,forse sarebbe meglio chiedere a loro le dimissioni.Alla fine,non è che inseguire la destra in ogni follia di questi anni abbia portato tutti questi voti alla sinistra.
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