domenica 14 agosto 2011

Numeri e Piccoli Comuni










di Emiliano Deiana-Forum Piccoli Comuni ed Aree Rurali PD-Sardegna


Su questa faccenda dei tagli alle 50.000 "poltrone" occorre dare alcuni numeri per coglierne appieno la natura demagogica e strumentale del provvedimento.

Tecnicamente i piccoli comuni sono i Comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti.

In Sardegna sono considerati piccoli comuni quegli enti con popolazione inferiore a 3.000 abitanti.

In Italia i cittadini che vivono i piccoli comuni sono oltre 10 milioni.

Nel 2006 (sono gli ultimi dati disponibili, fonte Anci):

I Comuni con popolazione da 0-499 sono 838;

I Comuni con popolazione da 500-999 sono 1.120;

Sempre nel 2006 la popolazione che risiede nella classe demografica di Comuni fra 0-499 è di 251.671 abitanti mentre quelli che risiedono nella classe demografica fra 500.999 è di 836.002 abitanti. Fra i 1.000.1.999 vivono invece 2.368.548 abitanti.

In Sardegna i Comuni fra 0.499 abitanti sono 40 con un numero di abitanti pari a 12.592.

In Sardegna i comuni fra 500-999 sono 73 per una popolazione pari a 54.929.

In Sardegna i Comuni fra 1.000-1.999 sono 92 per una popolazione pari a 132.107 abitanti.

In Sardegna ci sono 309 su 377 con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti circa l'83% del totale dei comuni sardi. In questi comuni vive un terzo, 534.981, della popolazione sarda.

In Provincia di Cagliari ci sono 12 Comuni con popolazione inferiore a 1.000 (dati Ras 2011).

In Provincia di Carbonia-Iglesias 1;

In Provincia del Mediocampidano 9;

In Provincia Ogliastra 3;

In Provincia di Nuoro 16;

In Provincia Olbia-Tempio 1;

In Provincia di Oristano 48;

In Provincia di Sassari 27;

Per un totale di 117. Nel 2006, secondo i dati Anci, erano 113.

Ed allora andiamo a calcolare come e cosa incidono, dal punto di vista economico, le amministrazioni di questi comuni.

Ogni Comune ha un Sindaco, 4 Assessori Comunali.

Il Consiglio Comunale è composto da 13 membri (Sindaco compreso).

L'indennità lorda per un Sindaco con popolazione inferiore a 1.000 abitanti è di circa 1.200 euro.

Il Vicesindaco percepisce un'indennità pari al 20% di quella del Sindaco;

Gli Assessori percepiscono un'indennità pari al 15% di quella del Sindaco;

I gettoni di presenza per i Consiglieri comunali sono di circa 16 euro a seduta.

Ogni anni in Sardegna si spendono circa 1.684.800 per l'indennità di carica dei Sindaci con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti. Costano, 117 Sindaci, come 5 o 6 Consiglieri Regionali.

I Consigli Comunali si riuniscono per un numero limitato di sedute, massimo una volta al mese, e pertanto le spese per le assemblee civiche è davvero ridotto e non supera, salvo delle eccezioni, i 2.000 euro annui.

Poi c'è il lavoro quotidiano che riguarda qualcosa di impalpabile, di non economico, ma decisivo: la qualità della democrazia.

Ogni giorno in Sardegna, nei 117 Comuni oggetto delle attenzioni del Governo Berlusconi, Sindaci, Assessori, Consiglieri comunali lavorano a contatto con i cittadini.

I risultati riguardano le capacità di ciascuno, ma l'attenzione, la vicinanza alle problematiche delle popolazioni riguarda tutti questi amministratori che spesso sacrificano una porzione della propria vita a favore della comunità.

Si tralasciano affetti, carriere, hobby, svaghi a favore del bene collettivo.

Inoltre i Sindaci di queste popolazioni non solo amministrano le popolazioni, ma anche e soprattutto i territori. Territori spesso lasciati all'incuria, all'abbandono e preda, sempre più, degli speculatori del vento, del sole, delle cave, delle discariche. Sindaci e amministratori che spesso, per le coraggiose posizioni che assumono, sono oggetto di attentati, intimidazioni.

Le poltrone che si dice di voler tagliare sono spesso, anzi sempre, delle scomodissime sedie sulle quali sono sedute persone che non hanno nessuna visibilità fuori dai confini comunali, che lavorano nell'ombra, che alimentano, solo col proprio esempio (anche negativo, talvolta) quella cosa bellissima che si chiama democrazia.

Altra cosa che non viene calcolata, di fianco al "prezzo" delle indennità, sono i risultati che si ottengono durante le legislature: opere, servizi, lavori che alimentano l'economie di centinaia e centinaia di piccole imprese, cooperative che sono il motore che muove l'economia della nostra isola.

Questa voce, nelle tabelle del Ministro Tremonti, non è contemplata, ma possiamo assicurare che il contributo dei comuni piccoli e piccolissimi danno alla crescita economica complessiva è determinante non fosse altro che per il fatto che i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti non sono soggetti al Patto di Stabilità.

Ed allora il Governo della Destra nasconde i tagli da 10miliardi di euro (sul walfare, sull'assitenza, sui servizi sociali e scolastici, sul trasporto pubblico locale) con i tagli alla democrazia locale, una democrazia vicina ai cittadini, che ha cura del territorio rurale, del paesaggio.

Ecco perchè bisogna dire No al grande imbroglio, un imborglio che colpisce i "piccoli", le piccole comunità dove si annidano valori e saperi antichi, dove il culto dell'autonomismo non è campanilismo, ma orgoglio comunitario. Si colpiescono i piccoli per nascondere il mantenimento dei privilegi, delle ruberie di Stato, degli sprechi dei Ministeri e dei Consigli Regionali, gli imbrogli alla bouvette di Montecitorio, le auto blu, i voli di Stato.

Colpirne cento per lascire gli altri liberi di fare i loro porci comodi, indisturbati, senza nessun controllo sociale, alle spelle dei cittadini onesti che continuano a pagare le tasse e a mantenere in piedi quel che resta di questo Stato sbrindellato.

EMILIANO DEIANA - FORUM PICCOLI COMUNI ED AREE RURALI PD-SARDEGNA






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