venerdì 12 marzo 2010

Un'altra?E' tuo zio.Concita De Gregorio

Il Cavaliere inesistente ha una tecnica formidabile: nella difficoltà e nella colpa, lungo l'antico cammino del negare l'evidenza (tipo: «Io con un'altra? Ti sbagli, in questa stanza non vedo nessuno») ha compiuto un geniale passo avanti. Non si limita a negare: afferma il contrario. («Quella che vedi nella stanza è tuo zio»). Lo fa con metodo, sfacciataggine, disprezzo dell'intelligenza altrui. Di per sé sarebbe poca cosa: basterebbe ogni volta mostrargli che no, vedi, non è mio zio. Il fatto rilevante, quello che si studierà nei libri di storia, è che milioni di italiani sono vittime del sortilegio, incapaci di vedere coi propri occhi e di dire: ma che sta dicendo, è il contrario. Quel che ne fa un pericolo pubblico è il disegno, scientifico e ad uso privato, che c'è dietro. Notissimo anche quello, per chi ne abbia memoria: era tutto scritto nel programma della loggia massonica P2 della quale Berlusconi era tesserato e che tanti vantaggi gli ha garantito. Dividere i poteri e indebolire la magistratura, zittire la stampa, conquistare l'egemonia televisiva. Infine - mi scuso per la sintesi estrema - alimentare tensione sociale, cercare deliberatamente l'incidente, provocare, aizzare le piazze. Era (è) il programma per un colpo di Stato: le modalità variano secondo le circostanze, il nostro è gelatinoso.
Ieri abbiamo avuto un saggio da manuale della tecnica descritta. Il capo del governo (mimando i pugni di Primo Carnera) ha detto che il Paese è in ripresa. La realtà è che in Italia ci sono più di due milioni di disoccupati, 307 mila sono nuovi. La cassa integrazione è cresciuta in un anno del 123 per cento, 98 milioni di ore solo a febbraio. Il Pil è diminuito del 5, la produzione industriale del 3. La pressione fiscale sul lavoro dipendente è del 44,4 per cento. Il paese è allo stremo: non tutto certo. La cricca sta benissimo. Il senatore Di Girolamo, applaudito dal Pdl al momento delle dimissioni, ha confessato ieri ai magistrati di aver avuto per sé 1 milione e 700 mila euro come ricompensa per aver favorito il riciclaggio dei soldi della 'ndrangheta. (A questo proposito il Cavaliere ha detto che «la sinistra ha inventato una tangentopoli che non esiste»). Parlando dell'osceno traffico sulle liste elettorali commesso dai suoi stessi emissari - ci sono i filmati, i verbali di polizia: chiunque può rendersi conto da sé - ha detto che «la sinistra sta tentando di fare una porcheria, un disegno ben pensato». Ha detto è lo zio, insomma. Di seguito le minacce: «Daremo una lezione», che all'indomani dello spettacolo offerto da La Russa è un messaggio almeno ambiguo. Lo chiarisce Maroni dal Viminale: rischio attentati sotto elezioni. Lo scandisce il fido Bondi: «È il clima giusto per un attentato». Un crescendo. È lo zio in compagnia dei cugini: io sono la vittima.
Il costante sovvertimento della realtà ha lo scopo di accendere gli animi e di distrarre dai problemi reali, quelli per cui oggi è proclamato lo sciopero generale. Viviamo in un paese dove, dice la Cassazione, «la tutela delle frontiere prevale sul diritto all'istruzione dei minori». Gli immigrati irregolari con figli a scuola se ne vadano, pazienza per i bambini. Il virus leghista dilaga: è giusto, sono negri, ci rubano il lavoro. Ecco, noi siamo qui. Ci meritiamo di meglio, davvero. Possiamo ottenerlo. Rompiamo l'incantesimo. A domani.

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