giovedì 11 marzo 2010

I trofei in vetrina. Concita De Gregorio

Al campionato mondiale di balle spaziali il sedicente statista di Arcore si è presentato in sella ad un panino volante e ha vinto in mondovisione mentre il suo ministro della Difesa due metri più in là in un rigurgito di gioventù aggrediva fisicamente un giornalista in conferenza stampa. Provate solo per un istante a immaginare la stessa scena alla Casa Bianca o all'Eliseo. Non può succedere in alcun luogo dell'orbe terracqueo con l'eccezione forse di alcuni paesi subequatoriali a sistema di governo tribale - in quel caso tuttavia non ci sono le tv satellitari a riprendere il capo tribù col gonnellino, di solito - o, certo, nelle dittature sebbene anche in questo caso sia piuttosto raro vedere il ministro in persona, della Difesa per giunta, che solleva per la giacca una persona arrivata lì con la sola intenzione (legittima, prevista e si suppone desiderata: si chiama conferenza stampa per questo) di fare una domanda. Normalmente il ministro - nella dittatura - dà un'occhiata al gorilla e costui interviene, meglio se in un momento di distrazione generale. Il primato del mondo spetta oggi dunque all'Italia, povera quest'anno di Oscar e di medaglie olimpiche: una rivincita, in un certo senso. Il primatista si è aggiudicato anche il trofeo minore di ribaltamento di frittate, specialità della tradizione popolare indigena, premio ottenuto addirittura sovrappensiero perché - mostra il replay - qualcuno continuava a disturbarlo passandogli biglietti da tergo.
C'è pochissimo da ridere, in realtà. Lo si fa un po' per pudore verso chi ci guarda (nella speranza di suscitarne l'attenzione, comunque: ehi, comunità internazionale, siamo qui) un po' per timore che gridare troppo al lupo crei assuefazione, meglio ogni tanto cambiare registro così il pubblico da casa sta più attento. Raccontare questa storia precisando cosa sia vero e cosa no è diventato impossibile - Milione e Palloni, Carlomagno, persino i nomi remano contro - senza essere trascinati dal campione del mondo nel suo stesso gioco. Il quale, per inciso, sembra essere quello - antichissimo - di creare tensione per distogliere dalla perdita di consenso. Quando il primatista è in difficoltà spara sempre a sorpresa: un razzo multicolore così tutti fanno oooh. Anche la tecnica, quella della provocazione, è vecchio stile. Cerchiamo di restare composti, di non cadere nel tranello. Mentre Milione anziché essere esposto al pubblico ludibrio continua a frequentare come intimo il Palazzo (sarai senatore, gli ha promesso il campione del mondo) altre cose nei dintorni succedono: il partito del fare non riesce a trovare una data per la manifestazione di piazza, sono tutte già prese, ma con la mano sinistra dà il via libera al legittimo impedimento che consente al primatista di evitare l'ostacolo del tribunale. Il suo governo accorcia i termini della cassa integrazione incurante dell'unico vero reality in corso, quello dei cassintegrati all'Asinara. Il Csm dice che la democrazia è a rischio e l'Italia intera si mobilita per la scuola pubblica, leggete la storia di Francesca che a 53 anni rischia di andare in pensione da precaria. Poi preparatevi per sabato, che anche se piove ci si vede lì. È col voto che li manderemo a casa, a lustrare i loro trofei spaziali e riporli in vetrina.

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